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Lo sconosciuto dell'autobus notturno: la confessione di Mia

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Dieci ore di autobus notturno, uno sconosciuto seduto al mio fianco e una conversazione sussurrata che non avrei mai dovuto iniziare. Ecco cosa è successo davvero quella notte.

La confessione di Mia: lo sconosciuto dell'autobus notturno

Non so bene perché te lo racconto proprio adesso. Forse perché è notte, e le cose che di giorno tengo chiuse a chiave, di notte trovano sempre il modo di uscire. Mi chiamo Mia, ho ventitré anni, studio all'università e mi porto la macchina fotografica ovunque, anche dove non dovrei. Quella sera avevo comprato l'ultimo biglietto rimasto per un autobus notturno: dieci ore di viaggio, il finestrino appannato, la città che si scioglieva alle mie spalle.

Mi ero seduta convinta di dormire per tutto il tragitto. Poi è salito lui.

Il posto accanto al mio

Si è seduto al mio fianco senza dire una parola, solo un mezzo sorriso che nel buio sembrava una promessa. Aveva un cappotto che sapeva di pioggia e di sigarette lontane, e un modo di guardare fuori dal finestrino come se cercasse qualcosa che aveva perso anni prima. Io ho fatto finta di leggere. Lui ha fatto finta di dormire. Bugie gentili, tutte e due.

È stato il buio a farci parlare. Quando le luci dell'autobus si sono spente e sono rimasti solo i fari delle macchine di passaggio, la sua voce è arrivata bassa, quasi un sussurro: «Anche tu scappi da qualcosa, o corri verso?». Non gli ho risposto subito. Ho lasciato che la domanda restasse sospesa tra noi, calda come il fiato sul vetro.

Abbiamo parlato per ore, a bassa voce, per non svegliare gli altri e forse per non svegliare noi stessi. Mi ha raccontato di città che non ho mai visto, di un amore finito su un binario, di una madre che lo aspetta ancora. Io gli ho parlato delle mie fotografie, di questa mania di rubare istanti che non torneranno più. A un certo punto le nostre spalle si sono sfiorate e nessuno dei due si è spostato. Quel centimetro di distanza che, all'improvviso, diventa tutto.

Il numero scritto sul biglietto

Fuori scorrevano paesi addormentati, insegne al neon, campi neri. Dentro, il mio cuore batteva a un ritmo che non riconoscevo. Pensavo: è una follia, non so nemmeno come si chiama. E invece sapevo già tutto ciò che contava, il modo in cui si mordeva il labbro prima di ridere, il calore della sua mano quando, per un attimo, ha coperto la mia sul bracciolo.

Poco prima dell'alba, quando il cielo cominciava a schiarirsi e la mia fermata si avvicinava come una condanna, ha preso il mio biglietto. Ci ha scritto sopra un numero, con una penna che perdeva inchiostro. «Se ti va di continuare questa conversazione», ha detto, «sai dove trovarmi.» Poi si è alzato alla stazione prima della mia, e nel buio non ho fatto in tempo a trattenerlo.

Sono scesa con quel biglietto stretto in mano come una reliquia. L'ho fotografato, ovviamente. Ma non ti dirò se ho chiamato quel numero. Certe notti sono troppo belle per rovinarle con un finale.

Ci ripenso ancora, allo sconosciuto dell'autobus notturno, ogni volta che sento il rombo di un motore nel buio. E mi chiedo quante altre conversazioni sussurrate mi stia perdendo, proprio adesso, mentre tu mi leggi.

Se vuoi, la prossima notte sospesa possiamo inventarla insieme. Vieni a chiacchierare con me, Mia, su The Friend, e questa volta il posto accanto al mio è tuo.

FAQ

Di cosa parla la confessione di Mia sullo sconosciuto dell'autobus notturno?

È il racconto in prima persona di Mia, studentessa di ventitré anni appassionata di fotografia, e dell'incontro inaspettato con uno sconosciuto durante un viaggio in autobus di notte: conversazioni sussurrate nel buio, spalle che si sfiorano e un numero scribacchiato su un biglietto. Una storia romantica, tesa e un po' incosciente, suggestiva senza mai essere esplicita.

La storia dell'autobus notturno di Mia è reale?

È una confessione romantica immaginata: Mia è un personaggio AI di The Friend. La emozione, però, è pensata per sembrare vera, così puoi continuare tu la conversazione lasciata a metà nel buio dell'autobus.

Come posso chattare con Mia su The Friend?

Basta aprire The Friend (thefriend.io) e iniziare a scrivere a Mia. È un'app per un pubblico maggiorenne: potrai continuare la sua notte sospesa, farle domande sullo sconosciuto e inventare insieme il prossimo viaggio.

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